Civetta delle nevi

La civetta delle nevi (Nyctea scandiaca, Linnaeus, 1758) è un uccello della famiglia degli Strigidi, secondo alcuni farebbe parte del genere Bubo con il nome Bubo scandiacus. La civetta delle nevi è l’uccello ufficiale del Quebec.

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Gufo comune

Il gufo comune è più snello dell’allocco (Strix Aluco) e ha dei tipici ciuffi sulle orecchie, semplici piume che non hanno nulla a che vedere col vero e proprio apparato uditivo, peraltro finissimo. È un animale esclusivamente notturno; caccia una grande varietà di piccoli animali, topi, toporagni (Sorex araneus), talpe (Talpa europaea),scoiattoli, pipistrelli, ratti, uccelli e insetti. Durante il giorno dorme sugli alberi, perfettamente mimetizzato dal piumaggio bruno macchiettato.

Il gufo non può muovere gli occhi, in compenso però riesce a ruotare la testa di ben 360°.

Nidifica tra marzo e maggio, in base alla zona; quando c’è cibo a sufficienza può fare due covate. La femmina depone 3-10 uova, la media è di 4 o 5 per covata, nel nido di un’altra specie o in quello di uno scoiattolo. Se non trova nidi di questo genere depone le uova sul suolo, sotto un albero o un arbusto. Cova le uova per 26-28 giorni, in questo periodo e fino a dopo la schiusa, la femmina viene nutrita dal maschio. I piccoli lasciano il nido dopo 3-4 settimane.

È l’unico rapace notturno che in inverno si riunisce appollaiato. Da dicembre a febbraio, infatti, i gufi comuni trascorrono le proprie giornate sullo stesso albero dal quale poi s’involano la sera, per andare a caccia. All’inizio della primavera si disperdono, abbandonando il roost, per accopiarsi e nidificare. Il sistema migliore per censire i gufi comuni consiste proprio nel ritrovare un appollatoio e contare gli animali presenti. I gufi, infatti, si intrattengono sullo stesso ramo per tutto l’inverno, e, spesso, rimangono fedeli negli anni allo stesso “dormitorio”. Il probabile significato di questo comportamento sociale potrebbe essere di protezione reciproca.

Il verso è un grido abbastanza forte simile ad altri uccelli del suo genere tassonomico.

Alcune popolazioni settentrionali migrano durante l’inverno verso sud (Messico, Egitto, India) ritornando nella loro abituale zona di diffusione la primavera successiva.

Qui potete vedere un piccolo di Gufo ripreso nelle campagne di Polignano a Mare il 22/05/08.

Gufo reale

È la specie di gufo più grande con un’apertura alare da 1,60 fino a 2 metri per gli esemplari femmine più grandi, ed un’altezza che varia negli adulti dai 65 agli 80 centimetri. Il peso degli adulti varia da 1,550-2,800 kg per i maschi e 1,750 fino a 4,200 kg per le femmine nelle zone nordiche. Il dimorfismo sessuale è dato unicamente dal peso, senza nessuna differenza cromatica. Il gufo reale può girare la testa di 270 gradi. Ha delle forme massicce con ali arrotondate, coda corta e grande capo; gli occhi frontali con iride giallo-arancio sono sormontati da lunghi ciuffi di penne erettili. Il piumaggio è bruno striato e barrato di nerastro superiormente e giallo brunastro con strie e fitte vermicolature scure inferiormente.

Il gufo nelle fiabe

Nella tradizione fiabesca e nel mondo dell’animazione il gufo è quasi sempre rappresentato come un animale saggio ed erudito,che diffonde la sua cultura a tutta la comunità animale con cui entra in contatto. In Spagna, alcune credenze popolari ritengono che al momento della crocifissione di Gesù fosse presente un gufo, il quale dopo avere assistito a quella atroce agonia, non potè più fare a meno di ripetere il suo tradizionale verso “cruz”, cioè “croce”.

Il gufo ed il piccione

Triste sorte è la mia! – si lagnava un vecchio gufo. – Sono carico d’anni e di malanni, sono tutto un dolore, pieno di crucci, solo, abbandonato. Nemmeno l’ultimo degli uccelli ha mai messo la punta del becco in casa mia per confortare, sia pur un attimo, la mia solitudine e la mia tristezza.
Un piccione lo intese e gli volò presso.
– Poveretto – gli disse – sono proprio dolente per voi. Ma non riesco a capire come mai un gufo della vostra età non abbia moglie, figli, nipotini, parenti. Non vi siete dunque sposato?
– Sposarmi? – brontolò il gufo. – E perché? Per crearmi dei grattacapi? Oh, lo so che cosa vuoi dire sposarsi! Legarsi a una fraschetta che mi avrebbe fatto ingoiare rabbie e rabbie, e riempito la casa di figli chiassoni, capricciosi, bugiardi, sconoscenti, e impazienti che io morissi per metter le zampe sull’eredità. Parenti? Non ne ho e non ne desidero; e se li ho, non li ho mai visti ne desiderati: sono esseri insaziabili, prepotenti, rissosi; non usano cortesie se non a coloro da cui sperano di ereditare, e ancóra le usano a patto che non li si faccia aspettar troppo!
– Non la penso come voi – disse modestamente il piccione; e aggiunse: – Almeno avrete degli amici. Essi sono come una famiglia per coloro che ne sono senza.
– Gli amici? – replicò l’arcigno gufo. – Gli amici? Ho conosciuto due gufi che, dopo quindici anni di fraterna amicizia, si sono reciprocamente sgozzati per il cadavere di un sorcio! All’amicizia credo ancóra meno che alla parentela.
– Ma dunque, – disse il piccione – in nome del cielo, dunque voi non avete mai amato nessuno?
– No, davvero! – s’inorgoglì il gufo.
– E allora – concluse il piccione – allora, mio caro, di che cosa vi lagnate? E volò via

La creazione del gufo

Narra la leggenda popolare che, Dio, creò il mondo con tutti gli animali, ma che poi, riguardando il gufo, un po’ si pentì di averlo fatto così strano, con occhi così grandi, abitudini bizzarre e notturne. Allora, gli volle fare un grande dono: sarebbe diventato l’animale della buona sorte, quello che avrebbe sempre portato con se i buoni auspici per migliorare la vita di coloro che se lo sarebbero tenuto vicino, senza averne paura. Così si racconta anche in una antica filastrocca popolare di montagna:

Gufo, gufo della notte scura, che porti via fame e paura.. veglia su tutte le nostre genti, vecchi, bimbi e sugli armenti. Col tuo canto, che può far paura,  proteggi gli amici con madre natura… Fate, gnomi fastidiosi folletti, non potranno più farci dispetti.”

Ecco perché la presenza di uno o più gufi in una casa, recherà ottimi e profondi auspici di buona salute e allegra fortuna!

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